Analisi critica delle ultime tre settimane
La prima domanda che sorge spontanea non è "perché". La prima sensazione non è né rabbia né tristezza. La prima esclamazione non è "non è giusto".
La prima sensazione è: "cosa vuol dire?"
Poi il Cosa Vuol Dire si scontra con persone che hanno capito cosa vuol dire fin da subito, e allora si fa strada un po' di panico perché Cosa Vuol Dire, non potendo darsi spiegazioni comprensibili, si sa dare come unica risposta un "va bene così". Solo che chi ha capito cosa vuol dire non può rispondersi Va Bene Così e tu ti rendi conto che Va Bene Così non può stare qua in mezzo alla gente, quindi il panico si genera dallo scontro tra il Va Bene Così e l'altra risposta al Cosa Vuol Dire che chi ha capito si riesce a dare e tu no perché la tua mente non ha gli strumenti per formulare questa risposta.
Poi, piano piano, rientra nella vita Quotidianità, perché è giusto così e perché ci si stanca di passare l'intera giornata fissando oggetti fermi, attività inevitabile quando si ha molto da piangere. Diventa più evidente quanto possano essere fermi gli oggetti ed è in qualche modo soffocante rendersi conto di aver solo quelle poche immagini ferme da poter guardare di continuo. Il movimento è davvero necessario. Credo sia per quello che in natura tutto si muove.
Quotidianità è difficile da gestire i primi giorni, perché vivendo Quotidianità c'è una naturale tendenza a cercare benessere e felicità. Eppure sembra che in ogni momento in cui si cerca di tendere naturalmente a questo fine di Quotidianità, ci si renda inevitabilmente conto che esiste un ostacolo da superare per arrivare dall'altra parte. Questo ostacolo però non si vede. Non si conosce, quindi non c'è modo di superarlo se non si sa di che materia è fatto.
Questo tipo di rassegnazione che si avverte in questi momenti è brutto perché fa sentire impotenti, sta dicendo che non c'è più modo di seguire il proprio istinto naturale di ricerca di Felicità e non si può replicare, perché non si conosce cosa lo sta dicendo.
Non si conosce perché ancora non si è data una risposta a Cosa Vuol Dire.
Poi però qualcosa potrebbe far reagire e decidere che forse questo ostacolo non si può superare ma potrebbe sgretolarsi da sé. Il tempo si mangia perfino le montagne, quindi potrebbe mangiarsi l'ostacolo al posto tuo.
Nel momento in cui ci si rende conto che Ostacolo può sgretolarsi da sé col tempo, allora si cominciano a formare delle vaghe linee di risposta a Cosa Vuol Dire. È ancora tutto molto confuso, ma si avverte una sensazione di risposta perché si comincia a sentire la mancanza. O meglio, si capisce che si sentirà, più avanti, la mancanza. Non ancora, perché è troppo presto per vivere Quotidianità con la sensazione che tutto sia come prima [e avvertire quindi la mancanza di un pezzo].
Panico a volte c'è ancora, sia per l'incapacità di risposta, che per la paura che Ostacolo non si sgretoli.
Ma si può anche essere fortunati ed essere tenuti per la maglietta quando si va a sbattere contro Ostacolo da qualcuno che come te lo vede e non lo conosce ma ha voglia di andarci contro assieme a te, perché magari se ci si va addosso assieme cade prima.


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2 Commenti:
Il tempo ti ci fa pensare meno, ma anche se ci pensi una volta all'anno fa male lo stesso.Spero di cuore che le persone che hai vicino ti aiutino a superare tutti quei momenti
p.s. sono gabry fasano
leropoi
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