venerdì 7 gennaio 2011

La storia di Albero

LA STORIA DI ALBERO


by Erika Mastrorosa


Tanto tempo fa, in una terra lontana in seguito ribattezzata Alberonia, una strana congiunzione astrale fra il pianeta Capra ed il pianeta Cassa portó alla nascita che avrebbe cambiato il corso della storia. Piano, piano, fra una pioggia e l’altra, con il cielo stanco, cominciarono a infilarsi furtive nel terreno delle piccole radici e iniziarono a spuntare dei ramoscelli esili. Natura volle che questo tenero cucciolo di ebano venisse chiamato Albero. Con il passare degli anni Albero divenne grande e forte, nutrendosi di tutto ció che Natura gli offriva e un giorno passó di lí Albera. I due si innamorarono e diedero vita ad una longeva stirpe di Alberi, le cui vicissitudini si intrecciano con la vita di ognuno di noi.


La famiglia di Albero era numerosissima, tutti vivevano felici e contenti banchettando in allegria fra prati verdi e cosce di bambine, ma si sa: ogni buona famiglia ha in sé la serpe in seno la mela marcia… Uno dei figli di Albero divenne il fondatore della malavita alberosa e da quel momento gli Alberi furono coinvolti in rapimenti di bastoncini di legno, furti, boicottaggi di fabbriche cartacee, incidenti e scontri dolosi.


La mia storia con Albero é iniziata il giorno in cui ho scortecciato suo fratello. Un gesto ignobile, ne sono consapevole, che mi ha procurato l’odio di tutta la famiglia degli Alberi.

La trappola vera e propria per la sua vendetta é scattata quando Albero, indossando degli occhiali scuri, fingendo di scrivere un messaggio a Cespuglio - noto sostenitore di Albero per favoritismi nella cessione degli appalti per la costruzione di serre per la coltivazione di more - mi ha urtato con durezza. Lí allora ho inteso in che guaio mi fossi cacciata. La sua era violenza psicologica. Dal trauma fisico mi ero ripresa poco dopo, ma ogni qual volta raccontassi questo tragico incidente ricevevo sguardi increduli di disapprovazione e sdegno. Nessuno mi credeva, tutti ritenevano stessi lentamente procedendo verso un declino mentale inarrestabile, fino a quando non si é toccato il fondo: Albero si é introdotto in casa, camuffandosi da ladro, non perché volesse sottrarmi gli umili beni che posseggo, ma perché era tutto parte del piano(forte) che avrebbe rischiato di farmi radiare dalla societá borghese benpensante.

Era tardi, Albero aveva le tenebre dalla sua, e mi ha teso un agguato mentre rientravo in casa. Purtroppo lo spavento é stato tale che tuttora I miei pensieri sono molto confusi, non sono in grado di raccontare cosa sia realmente successo, so soltanto che da quel giorno mia nonna e dei bastoncini di legno mi tendono degli agguati.


Spero che chiunque incappi in questa triste storia ne tragga la giusta lezione e decida di non mettersi nel cammino di Albero. Facendo attenzione a non mettersi neanche nel camino, perché ció potrebbe essergli fatale.

3 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

Grazie, grazie.

Ada.

07 gennaio 2011 16:33  
Anonymous Anonimo ha detto...

Sono molto triste perché questo post ha ricevuto un solo commento.

19 gennaio 2011 23:45  
Blogger dicheryl ha detto...

Il tuo, tralaltro.
È un blog di nicchia, non puoi aspettarti il successo di massa! Dovevi scegliere un editore più commerciale...

21 gennaio 2011 00:09  

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